Scuola e crescita personale · 1 dicembre 2024
Come aiutare un figlio che non ha voglia di studiare
Quasi mai è pigrizia. Spesso è paura di non farcela, e la paura non si toglie con le prediche.
Il figlio che non studia è una delle cose che fa disperare di più i genitori. E la prima reazione, quasi sempre, è alzare la voce.
Dietro la pigrizia c'è quasi sempre altro
Chi si sente incapace preferisce non provarci: così può dirsi che non ha fallito, semplicemente non si è impegnato. È una difesa. Se rispondi con la pressione, rinforzi la difesa.
Tre cose che funzionano
Stare accanto senza sostituirsi: sedersi vicino i primi dieci minuti, poi lasciare. Riconoscere i passi piccoli, non solo i risultati. Separare la persona dal compito: "questa cosa non ti riesce ancora" è diverso da "non sei capace".
Leggi ancheLa persona che diventerai conta più dell'obiettivoI ragazzi non hanno bisogno di un controllore. Hanno bisogno di un adulto che ci creda quando loro non ci riescono.
Quando chiedere aiuto
Se la difficoltà dura, è forte e riguarda anche il sonno, l'umore o le amicizie, parlarne con gli insegnanti e con un professionista non è una resa: è buon senso. Questo testo è un punto di vista personale, non una consulenza educativa o psicologica.