Mario Antonelli

Scuola e crescita personale · 1 dicembre 2024

Come aiutare un figlio che non ha voglia di studiare

Quasi mai è pigrizia. Spesso è paura di non farcela, e la paura non si toglie con le prediche.

Il figlio che non studia è una delle cose che fa disperare di più i genitori. E la prima reazione, quasi sempre, è alzare la voce.

Dietro la pigrizia c'è quasi sempre altro

Chi si sente incapace preferisce non provarci: così può dirsi che non ha fallito, semplicemente non si è impegnato. È una difesa. Se rispondi con la pressione, rinforzi la difesa.

Tre cose che funzionano

Stare accanto senza sostituirsi: sedersi vicino i primi dieci minuti, poi lasciare. Riconoscere i passi piccoli, non solo i risultati. Separare la persona dal compito: "questa cosa non ti riesce ancora" è diverso da "non sei capace".

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I ragazzi non hanno bisogno di un controllore. Hanno bisogno di un adulto che ci creda quando loro non ci riescono.

Quando chiedere aiuto

Se la difficoltà dura, è forte e riguarda anche il sonno, l'umore o le amicizie, parlarne con gli insegnanti e con un professionista non è una resa: è buon senso. Questo testo è un punto di vista personale, non una consulenza educativa o psicologica.

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