Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal libro You Leader Trilogy

Le cose che non farai: la rassegnazione non è saggezza

Mario Antonelli · 26 giugno 2026

Ci sono mille cose che avresti voluto fare. Chi ha detto che il tempo è scaduto?

Una gara di aquiloni. Un corso da sommelier. Un viaggio. Ognuno ha una lista di cose mai fatte, e a un certo punto smette di guardarla perché «ormai».

La trappola dell'"ormai"

Chiamiamo maturità quella che spesso è solo rassegnazione. La rassegnazione ha un suo posto legittimo — quando devi accettare un'assenza, una perdita — ma diventa un veleno quando significa rinunciare a cose che sono ancora perfettamente possibili.

ApprofondisciIl tempo dello studio: poco e spesso
C'è chi molla per abitudine e poi racconta la rinuncia come un atto di coraggio.

Il punto

Vivere di cose non fatte e immaginare come sarebbe stato è il modo più elegante di sprecare un'esistenza. Non serve stravolgere tutto: serve togliere una voce dalla lista, davvero.

ApprofondisciAscoltare davvero

Come si applica alla vita di tutti i giorni

- Scrivi cinque cose che avresti voluto fare. Segna accanto a ognuna cosa la rende impossibile oggi. Sii onesto. - Scegline una e fissa una data. Non un proposito: una data. - Diffida di te stesso quando dici «ho deciso di mollare per riflettere». - Non aspettare che qualcuno ti autorizzi. Nessuno lo farà.

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