Elaborazione tratta dal libro You Leader Trilogy
L'arte del rimandare: chi si ferma lascia il raccolto agli altri
Mario Antonelli · 23 settembre 2025
Jim Rohn diceva di seminare anche nella stagione più calda. Chi rimanda non perde tempo: regala il raccolto a chi ha continuato.
Agosto, quaranta gradi. Metà delle persone ha chiuso bottega, l'altra metà lavora a mezzo servizio. È il momento in cui si vede la differenza tra chi ha un'abitudine e chi aveva solo entusiasmo.
La stagione scomoda
Jim Rohn consigliava di continuare a coltivare anche quando il caldo scoraggia tutti. Non per masochismo: perché il campo, in quel periodo, è quasi vuoto. Quello che gli altri abbandonano resta a disposizione di chi c'è.
Procrastinare non è ritardare. È lasciare che qualcun altro raccolga il tuo raccolto.
Il punto
Rimandare fa danni piccoli ogni giorno e uno grande alla fine: sposta in avanti la tua libertà. Non serve l'eroismo, serve la continuità — anche a bassa intensità, anche nei periodi storti.
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- Fissa il minimo sindacale giornaliero: una cosa che fai comunque, anche nelle giornate peggiori. - Rimanda di ora, non di giorno. «Alle 18» è un impegno, «più avanti» è un addio. - Nei periodi in cui tutti mollano, aumenta la presenza invece di ridurla. - Tieni traccia dei giorni consecutivi. La catena è più motivante di qualsiasi discorso.
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